Neurofeedback

INTRODUZIONE


Il neurofeedback, spesso indicato come EEG-biofeedback o allenamento delle onde cerebrali, è una metodica terapeutica non invasiva e semplice per il paziente; gli consente di imparare a riconoscere e correggere condizioni dell'attività cerebrale alla base di diverse condizioni patologiche, con conseguente loro riduzione o eliminazione.

Basato sul coinvolgimento attivo della persona e sulla sua capacità di trovare strategie efficaci per sé, permette di autoregolare e migliorare l’attività del proprio sistema nervoso centrale e di aumentare le performance cognitive.

E’ praticato da oltre trent’anni negli Stati Uniti ed è in forte espansione soprattutto nel Nord-Europa.


Le applicazioni cliniche del Neurofeedback sono innumerevoli  (Vedi CAMPI DI APLLICAZIONE)
ad esempio:
Ansia
Cefalea di tipo tensivo
Disturbo iperattività e deficit dell’attenzione (ADHD)
Alcolismo e abuso di sostanze
Dolore cronico
Epilessia
Insonnia
Trauma cranico
Fibromialgia e fatica cronica
Autismo
Disturbi alimentari



Come si svolge una seduta


 posizionamento elettrodi1 removebg

posizionamento posteriore
    Al paziente, comodamente seduto in poltrona, si applicano sul cuoio capelluto dei sensori mediante una pasta conduttiva  


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  A seconda della patologia si possono associare altri sensori (es. per Elettromiografia) 

Qualche minuto in cui viene spiegata la procedura e si invita il paziente a rilassarsi e ad evitare i movimenti volontari. 

Durante la registrazione i sensori, di solito uno o due, rilevano le onde cerebrali, prodotte da specifiche aree del cervello, poi scomposte da un software nelle varie onde (Delta, Theta, Alpha e Beta). 

  sincronizzata


Il grafico ottenuto viene comparato dal terapeuta con un database composta dalla media di valori considerati normali, alla ricerca delle discordanze nel tracciato EEG (denominate neuromarkers) che sono state dimostrate essere correlate con disturbi psicologici.

Lavori scientifici dimostrano correlazioni tra discordanza nel tracciato EEG (denominate neuromarkers) e disturbi psicologici.

Il terapeuta quindi valuta quali onde occorra modificare e in che misura, imposta cioè la cosiddetta soglia ottimale da raggiungere o a cui avvicinarsi il più possibile, in modo graduale , seduta dopo seduta.

Il paziente deve interagire con il software che analizza i segnali EEG provenienti dal cervello, visualizzandoli sullo schermo sotto forma di grafici, immagini, puzzle, DVD, semplici videogiochi, musica, film ... Il tutto per raggiungere un risultato terapeutico mediante un lavoro puramente mentale.

Lo schermo di solito viene diviso su due monitor, in modo che il paziente veda solo la rappresentazione grafica, mentre l'operatore ha a disposizione le barre dell'ampiezza e le frequenze sulle quali può interagire in base all'andamento della seduta.

Ecco alcuni esempi.


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  il videogioco procede quando il soggetto raggiunge il valore della soglia impostata dal terapeuta

oppure

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Ogni banda di frequenza specifica corrisponde ad una barchetta. Il lavoro consiste nel far vincere la banda da incrementare, cercando invece di bloccare quella corrispondente alla banda da calmare


oppure

Cattura

Cattura1 
Cattura2
l'immagine procede e si ingrandisce quando vengono raggiunte le soglie impostate
 
oppure 

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  un video o un DVD che diventa sempre più chiaramente visibile quanto più il paziente riesce ad avvicinarsi alla soglia impostata

oppure


cattura8   un puzzle viene via via completato quanto più il paziente si avvicina alla soglia impostata

ecc ecc ecc


L'avvicinamento verso la soglia ottimale desiderata viene via via incrementato nelle sedute successive.

Tra una seduta e l'altra viene consigliato un esercizio di simulazione mentale di quanto avvenuto davanti al monitor.

Il paziente si rende conto del miglioramento, capisce che il cervello impara a modificare correttamente l'ampiezza delle varie bande di frequenza, e, con strategie che facilmente impara e memorizza, riesce a raggiungere immediatamente lo stato ottimale quando ne sente la necessità.


FINALITA'

Con questa metodica la persona visualizza in tempo reale il proprio assetto elettroencefalografico, interagisce con le bande d’onda, ne aumenta o riduce l’ampiezza.

L’obiettivo è di riportare alla normalità il rapporto tra le varie onde, valutando sia il cambiamento nella ampiezza delle varie bande di frequenza – nel corso delle sedute – sia la scomparsa o il miglioramento dei sintomi – possibilmente in collaborazione con psicoterapeuti.

Tramite il bio e il neurofeedback il soggetto diventa capace:
- di controllare le proprie risposte fisiologiche periferiche, quali respirazione, tensione muscolare, frequenza cardiaca, conduttanza cutanea e temperatura corporea
- di controllare le proprie risposte fisiologiche centrali (onde Alfa, Beta, Teta, Delta)
- di insegnare al cervello a produrre le giuste onde cerebrali.

Per valutare e stabilizzare i risultati occorrono diverse sedute di training, che possono variare (da 5 a 10) a seconda della patologia e del soggetto, di solito a cadenza settimanale.
Gli effetti sono stabili, l’apprendimento persiste nel tempo e l’effetto si rafforza nelle sedute successive.

Lo scopo del training, utilizzabile da bambini e adulti di ogni età, è di insegnare a raggiungere volontariamente stati specifici di attività cerebrale, collegati a diverse funzioni psicologiche.

“Il neurofeedback è una tecnologia d’avanguardia, che ci mette faccia a faccia con lo specchio di quella dimensione più intima della nostra persona: il cervello”
(Barry Sterman)



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  CAMPI DI APPLICAZIONE
  BIBLIOGRAFIA


  dott. Marco Colla
  certificato BFE in Neurofeedback